Speciale Tgcom24 su Zelensky, Alessandro Nardone: “Si è dimostrato un grande comunicatore”

Puntata di “Dentro i fatti” dedicata al successo di Zelensky in cui Alessandro Nardone, in studio con Dario Donato e in collegamento Giovanni Masotti, ha analizzato il “fenomeno zelensky” sottilenando le differenze tra lui, Grillo e Trump.

Alessandro Nardone commenta la vittoria di Zelensky a Tgcom24

Alessandro Nardone, che è stato a Kiev per realizzare un reportage sulla campagna di Zelensky, in collegamento con Luca Rigoni per commentare una vittoria per molti inaspettata.

Zelensky, Trump e il Web: il reportage e le foto dell’evento

Da un cinema allo stadio, dall’Italia all’Ucaina. In attesa del dibattito di domani si è svolta ieri sera al Cinelandia di Como la prima del videoreportage che abbiamo realizzato a Kiev, nel quartier generale di Volodymyr Zelensky. Lo abbiamo fatto per documentare una campagna elettorale oggettivamente straordinaria, in primis perché si tratta della prima – a questi livelli – fatta unicamente online. Poi l’utilizzo dello storytelling, altro strumento di comunicazione potentissimo se coniugato con il marketing digitale. Infine, i paragoni con Beppe Grillo, e Donald Trump: come voi stessi ascolterete guardando il reportage, nelle interviste viene rifiutato il primo e accettato in parte il secondo, con un distinguo da cui traspare come, insieme a Volodymyr Zelensky, stia vedendo la luce una nuova forma di populismo, che si approccia al Web non come strumento, ma come visione, un salto di qualità ulteriore rispetto alle campagne elettorali capaci di segnare un punto di svolta quanto a digitalizzazione, ovvero quella di Obama nel 2008 e quella di Trump nel 2016.

Sondaggio: Zelensky in vantaggio su Poroshenko 71 a 39

Pubblicati oggi i risultati del sondaggio condotto dal gruppo “Rating”, che danno Zelensky in vantaggio sul presidente uscente Poroshenko con un distacco non indifferente: 71% contro 39.

Il 52% degli intervistati prevede un miglioramento della situazione nel paese a seguito delle elezioni presidenziali. In particolare, dopo il primo turno le aspettative positive sono aumentate di 1,5 volte.

Più di 40mila utenti hanno scaricato gli adesivi de Zelensky su Telegram

A riferirlo è lo Staff del candidato ucraino attraverso il canale Telegram che, in un post, affermano che gli utenti li utilizzano più di 5.000 volte al giorno.

Zelensky continua a puntare sul Web: ecco il widget per i siti

Una stringa di codice per dotare la propria homepage di un pulsante (lo abbiamo fatto anche noi, è quello che vedete in basso a destra nella nostra homepage) che rimandi direttamente al sito web ufficiale di Volodymyr Zelensky. L’ennesima iniziativa improntata alla partecipazione e al coinvolgimento e, potremmo dire, a quella “militanza digitale” grazie alla quale Zelensky ha vinto il primo turno con un fortissimo distacco sul presidente uscente Poroshenko, che ora è costretto a inseguire il proprio avversario su un terreno per lui impervio come quello della comunicazione online che, nella giornata di ieri, lo ha portato a commettere il primo errore, cioè pubblicare sul proprio canale Telegram un video in cui Zelensky viene investito da un furgone.

Gli Ucraini inviano a Zelensky 10mila domande per il dibattito con Poroshenko

Dal canale Telegram, lo staff del vincitore del primo turno comunica che gli ucraini hanno inviato a Zelensky più di 10.000 domande da rivolgere a Poroshenko durante il dibattito.

Secondo loro, le questioni più urgenti sono la guerra nel Donbass, la lotta contro la corruzione diffusa e quella contro la povertà estrema.

“Perché la ricchezza di Poroshenko è aumentata di 90 volte negli ultimi cinque anni, mentre la gente normale non riesce a far quadrare i conti? Quando Poroshenko cesserà le ostilità nella regione di Donetsk? Quando i funzionari corrotti correranno in prigione?” Gli ucraini pubblicano ripetutamente queste domande sul sito web del team di Zelensky.

Zelensky all’Europa: “Se vinco referendum per entrare nella NATO”

Il 6 aprile Volodymyr Zelensky, favorito alle elezioni presidenziali ucraine del 2019, ha incontrato i rappresentanti del Consiglio di vigilanza della Strategia europea Yalta (YES). Ha parlato della sua visione in merito alle future riforme e dell’attuale situazione politica in Ucraina. Ha anche assicurato agli ufficiali YES che, nel caso in cui la sua candidatura presidenziale abbia successo, la rotta dell’Ucraina verso l’UE e la NATO rimarrà invariata, ma la decisione di aderire a quest’ultima dovrà essere decisa al referendum nazionale.
«Personalmente, come cittadino dell’Ucraina, sono per entrare nella NATO, ma dobbiamo spiegare alla gente che la NATO non è una specie di mostro», ha affermato Zelenzky. Da parte sua, l’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen ha sottolineato che il nuovo presidente giocherà un ruolo chiave nella costruzione del partenariato tra l’Ucraina e il resto del mondo.
«Penso che la cosa più importante sia stabilire buoni contatti con i leader degli stati europei. E se vincerai le elezioni, noi ti aiuteremo. Per noi è importante, perché l’Ucraina è il principale partner strategico dell’Unione europea. E dato che alla fine di maggio l’Europa unita eleggerà un parlamento, è cruciale che il nuovo presidente ucraino stabilisca i legami il prima possibile», ha detto Rasmussen.
All’incontro hanno partecipato anche membri del team di Zelensky, ovvero l’ex ministro delle finanze, Oleksandr Danylyuk, capo del quartier generale della campagna, Ivan Bakanov, ed ex membro dell’Agenzia nazionale per la prevenzione della corruzione, Ruslan Ryaboshapka.
«Tutte le persone sedute accanto a me sono gli esperti del nostro team e ne abbiamo molte altre in mente. Riceviamo numerose offerte da professionisti e dal cosiddetto «vecchio sistema». Ma  non vogliamo vedere facce vecchie. Vogliamo andare avanti con energie nuove», ha spiegato il candidato.
Inoltre, i partecipanti alla riunione hanno discusso i risultati del primo turno elettorale. L’ex ministro degli esteri svedese Carl Bildt ha sottolineato che è stato trasparente e che è stato un segnale positivo per la comunità internazionale.
Prima del primo turno elettorale, Volodymyr Zelensky aveva già incontrato i funzionari della Banca mondiale e del Fondo monetario internazionale, l’Ambasciatore straordinario e plenipotenziario della Francia in Ucraina, Isabel Dumont, Rappresentante speciale USA per l’Ucraina, Kurt Volker, nonché con il vice del Parlamento europeo, Rebecca Harms, e il sottosegretario di Stato americano per gli affari politici, David Hale.

Il video di sfida a Poroshenko: antidoping e dibattito allo stadio della Dinamo Kiev

Dopo la vittoria al primo turno, Volodymyr Zelensky continua a focalizzare l’attenzione su se stesso pubblicando un video in cui – prima di ogni altra cosa – emerge la grande qualità: le inquadrature, la musica di sottofondo e la capacità espressiva e interpretativa di Zelensky; un combinato disposto che determina un ulteriore salto di qualità rispetto a quento visto sin’ora, in materia di comunicazione politica. Intendiamoci, contenuti qualitativamente validi, soprattutto in campagne elettorali estremamente professionali come quella americana, ne abbiamo visti eccome, qui la differenza è però sostanziale: non i tradizionali spot preconfezionati, ma standardizzare quel livello qualitativo per comunicare direttamente con elettori e competitor.

Dalla fiction alla realtà: Zelensky presidente? Andiamo a Kiev per raccontarvelo

di Alessandro Nardone – Scordatevi per un attimo i suoi guai giudiziari e immaginate che Kevin Spacey decida di candidarsi alle elezioni presidenziali americane, magari riproponendo gli stessi slogan utilizzati nella serie televisiva House of Cards nelle vesti dello spietato Frank Underwood. Lavorate ancora di fantasia e pensate a cosa accadrebbe se, a quattro giorni dalle elezioni, con tutti i sondaggi che lo danno per favorito, Netflix trasmettesse la prima puntata della nuova serie che, guarda caso, si apre con lui che giura sulla Costituzione dopo aver vinto le elezioni.

Certo, mi rendo conto che dopo Berlusconi, la vittoria di Trump e quella del M5S di Beppe Grillo in termini di realtà che supera l’immaginazione pensiate di averle viste davvero tutte, e d’altra parte come darvi torto. Ve lo dice uno che dall’Italia si candidò alla Casa Bianca. Eppure, lo scenario che ho descritto in apertura è tutt’altro che “fake”, perché è esattamente ciò che sta accadendo in Ucraina, dove Volodymyr Zelensky è al contempo protagonista della serie televisiva “Servant of People” (Servo del Popolo, ndr) e candidato di punta alle elezioni presidenziali che si terranno domenica prossima, peraltro alla guida di una lista che si chiama proprio “Servant of People”.

Una storia straordinaria, che seguiremo in presa diretta recandoci a Kiev, dove trascorreremo la giornata delle elezioni insieme allo staff di Zelensky, per documentarne senza filtri l’innegabile consistenza in termini politici, che gli sta consentendo di capitalizzare l’indubbia abilità dal punto di vista mediatico, sia attraverso i canali tradizionali come la televisione che sul Web.

Vi racconteremo i retroscena più utili per comprendere il radicamento del “fenomeno Zelensky”, nel tentativo di entrare nel cuore di una nazione ferita che chiede pace, sicurezza e benessere, ovvero le promesse che l’establishment non ha mantenuto perdendo, così, la fiducia di milioni di elettori. Uno schema che si ripete, confermando la contrapposizione tra una classe dirigente lontana anni luce dai reali bisogni della gente comune – e per questo percepita alla stregua di establishment – e chi invece è in grado di sintonizzarsi sulla medesima lunghezza d’onda del proprio popolo. Quello che Zelensky dice di essere pronto a servire.